
Nella chiusa della « Preghiera a San Francesco », papa Leone XIV lancia un appello alla pace :
Tu che, disarmato,
hai attraversato le linee di guerra
e di incomprensione,
donaci il coraggio di costruire ponti
dove il mondo erige confini.
In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni,
intercedi perché diventiamo operatori di pace :
testimoni disarmati e disarmanti
della pace che viene da Cristo.
Leggiamo la preghiera anche nella Basilica di Motta di Livenza, che rientra nel circuito delle chiese francescane per l’Anno Giubilare francescano proclamato dal Papa dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027 per celebrare gli 800 anni dalla morte, avvenuta nel 1226.

Nel Santuario, dedicato alla Madonna dei Miracoli, le scene di vita del santo appaiono ritratte nelle lunette affrescate da Bernanrdo Muttoni che corrono lungo il primo chiostro e risalgono al Seicento. Con interventi del Sansovino, del Pordenone, di Luigi Nono e altri artisti, la basilica è stata realizzata tra il 1510 e il 1514 sotto la direzione dell’architetto francescano Padre Zorzi da Venezia.

Il nucleo intorno al quale è stato eretto l’edificio, è la cappella situata ora in fondo al chiostro : la piccola edicola votiva davanti alla quale pregava il contadino Giovanni Cigana quando ebbe una visione mistica il 9 marzo 1510. Ricorre pertanto quest’anno, il 9 marzo, il 516o anniversario dell’Apparizione, cui è dedicata la cripta, a cui si accede da due porticine ai lati dell’altare. Sopra l’Altare maggiore si trova, invece, l’Ancona del Sansovino che raffigura l’Annunciazione e i santi Francesco e Antonio.

Nel luogo fu aperto un Convento di Frati Minori provenienti da Venezia nel 1513. Quest’anno il santuario sarà sede anche di un corso di iconografia dal 30 maggio al 6 giugno 2026 tenuto da Giovanni Mezzalira (corsoiconografia@gmail.com).

Un luogo che invita al raccoglimento e alla pace, non lontano dalla chiesetta dei Templari di Ormelle, che sorge nella frazione di Tempio, racchiusa tra i fiumi Piave e Livenza. La costruzione, di impianto romanico, è quanto rimane di una antica « Masòn », una struttura destinata ad accogliere i pellegrini diretti in Terra Santa, fatta erigere nel XII secolo dall’ordine monastico-cavalleresco dei Templari.

Il sito era strategico sia perché vicino a un corso d’acqua, il Lia, che all’epoca permetteva di raggiungere il mare sia perché inserito lungo la Via Opitergium-Tridentum, vicina alla Via Postumia (da Genova ad Aquileia).


Nel Trecento il tempio mutò la sua destinazione a causa dell’insediamento dei Cavalieri di Malta, che vi impiantarono un’azienda agricola. Il Tempio è oggi un suggestivo punto di arrivo di percorsi cicloturistici (da Pasiano) e passeggiate a partire dalla chiesa di San Giorgio di San Polo di Piave, che racchiude un affresco dell’Ultima Cena realizzato nel 1466 da Giovanni di Francia (pittore originario di Metz e attivo anche nell’area di Feltre e Conegliano, dove probabilmente morì) e curioso per l’identificazione di prodotti tipici locali, come i gamberi e forse l’antico Raboso.
